Pensiero, azione, risultato

Massimo Meneghin pensiero azione risultato

Chi studia le strategie ci spiega come ogni cosa che vediamo, ma anche gli aspetti immateriali con cui veniamo in contatto, sono frutto di un processo che presenta delle costanti. Un occhio attento riesce, cioè, a ritrovare sempre e dovunque delle vere e proprie invariabili.

Queste vengono declinate nei modi più vari ma si ripetono nella loro più intima natura. Possibile? Sembra di si. Si tratta della sequenza pensiero > azione > risultato. Il significato delle tre parole in sequenza spiega come ogni risultato sia frutto delle azioni che lo hanno generato e come queste derivino dal pensiero che le ha concepite.

Gli esempi nella vita di tutti i giorni sono tanto banali da poterli omettere, più interessante -invece- l’applicazione al settore delle costruzioni. Tutto bene se stabiliamo che, senza dubbio, si deve prima pensare, cioè progettare, poi agire, col significato di costruire, per avere il risultato, corrispondente al fabbricato. Quando però le nostre città, paesi, quartieri, periferie, strade, piazze, edifici pubblici e privati e via dicendo sono quello che sono un passetto ulteriore deve essere fatto: se il risultato è basso, per non dire di peggio, la causa deve essere cercata tra le azioni messe in atto, evidentemente insufficienti, le quali sono determinate dal pensiero, che venendo per primo non può scaricare altrove le proprie responsabilità. Ergo: se vogliamo migliorare il nostro ambiente dobbiamo agire su questo livello.

Oggi -è un fatto incontestabile- si agisce in molti casi senza pensiero, cioè senza progetto, che non è quello architettonico (questo riguarda solo alcuni aspetti ed è peraltro spesso carente) ma quello di senso più ampio, si dovrebbe dire politico, rischiando di essere fraintesi (quando si parla di politica non ci si riferisce ai partiti, dove il pensiero…)

 

autore: Massimo Meneghin

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *