Professionisti e riviste

Massimo Meneghin professionisti e riviste

Le riviste sulla ristrutturazione della propria abitazione aumentano di numero ogni giorno, quelle su carta e quelle in rete.

C’è voglia di fare in prima persona, di sapere, di esprimersi per personalizzare il proprio ambiente. Il target di queste riviste è proprio l’abitante, non il professionista. Questi ultimi semmai, sono coinvolti per dare pareri che si vorrebbero approfonditi su temi particolari (ad esempio, l’avvocato risponde su temi inerenti il diritto sulle costruzioni ma anche sulla convivenza in condominio) oppure per dare consulenze su casi dei lettori (come succede quando l’architetto suggerisce la nuova disposizione dei vani).

Quali segnali potremo cogliere da questa tendenza in atto? Più di uno, è certo.

La prima è la diffusione del desiderio di migliorare la casa in cui si abita il che, evidentemente, indica il superamento per molti di noi dell’emergenza abitativa, cioè la carenza di abitazioni. Avere la casa non è più un sogno, il desiderio si è spostato nell’averla “bella”. Non è poco!

La seconda è nel ruolo che si desidera avere nell’operazione: più partecipazione. Da questo deriva la raccolta di maggiori informazioni, perché solo così potremmo scegliere e far sì che la nostra casa sia davvero “nostra”.

Il ruolo dei professionisti -non distinguiamo tra architetti, arredatori, personale dei negozi specializzati o altro) è perciò cambiato, molto. Probabilmente il fenomeno non è stato colto ed in molti casi è stato impossibile instaurare il rapporto che il “committente 2.0” chiede, come è suo diritto.

 

autore: Massimo Meneghin

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