Progettare moderno

Massimo Meneghin progettare moderno

Correntemente utilizziamo il termine moderno come sinonimo di contemporaneo se non di nuovo. In realtà questo aggettivo dovrebbe indicare un preciso periodo storico, nel quale sono state formulate determinate teorie, allora nuove.

Quelle straordinarie istanze sono definitivamente tramontate, anche se tutt’oggi c’è chi le ripropone. Ciò che allora era nuovo oggi è normale, se non superato, è perciò moderno perché si riferisce a quel periodo, non perché sia “non visto prima”.

Le opere (ma anche i miti…) che fanno, almeno in parte, da modello per chi al moderno si riferisce, coscientemente o meno, hanno qualche anno, diciamo un secolo! Eppure sembra ieri, anzi per certi versi alcune proposte di allora sono… troppo moderne.

Come ogni medaglia anche qui c’è un rovescio: all’elogio (a volte) incondizionato da parte di alcuni corrisponde il rifiuto altrettanto generalizzato opposto da altri.

Le persone che letteralmente rifiutano il moderno, di allora e di oggi, non si contano, sono un esercito, e ben armato, visto che il grado di repulsione è estremamente elevato.

Questo atteggiamento non può essere ignorato, quando il moderno era davvero nuovo poteva essere ammissibile un approccio quanto meno dubbioso, oggi con la maturità e l’assimilazione che questi fatti hanno acquisito la distanza tra istanze e persone ha connotati e rilevanza completamente diversi!

 

autore: Massimo Meneghin

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