Rendere obbligatori i concorsi

Massimo Meneghin rendere obbligatori i concorsi

Finalmente avremo la soluzione a tutti i mali: il concorso obbligatorio per tutte -o quasi- le opere pubbliche.

Il motivo è presto detto, le opere commissionate agli amici, o agli amici degli amici, sono tanto scandalose da essere impresentabili.

Volete mettere il concorso? Si indice, con un bel bando, in modo da raccogliere più proposte e tra queste scegliamo la migliore.

Chi lo può contestare? Nessuno, tanto meno coloro che abbiano già visto come funzionano i concorsi nel nostro paese. Non solo quelli di architettura, diciamo non tutti ma molti.

Lo dimostrano i fatti. Eccone la verifica, pur se presentata -forse?- come interrogativo:

– le opere affidate ricorrendo allo strumento del concorso sono davvero migliori di quelle affidate direttamente (?),

– i progetti vincitori sono i migliori tra quelli presentati (?).

E qualche corollario diviene ineludibile:

– i bandi devono essere redatti con obiettività (e quindi non per favorire qualcuno),

– le commissioni giudicatrici devono comportarsi con la correttezza che sembra implicita (non si ripete quanto sopra).

Stando così le cose nulla potrà cambiare, anzi tutto peggiorerà perché le forme di controllo che saranno messe in atto diventeranno totali, per cui gli amici degli amici avranno ancora più lavoro, grazie a simpatiche connivenze che saranno opportunamente compensate, mentre i piccoli studi non potranno che chiudere, non sopportando la spesa per la partecipazione che sempre sarà inutile!

 

autore: Massimo Meneghin

 

 

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