Sistemi impersonali e giustificazioni individuali

Massimo Meneghin sistemi impersonali e giustificazioni individuali

Sistemi impersonali dappertutto, innegabile.

Questi dovrebbero servire a garantire risultati oggettivi, non viziati dal punto di vista dell’operatore. Al di là dell’evidente malafede, incapacità e complimenti vari che a vengono rivolti a tutti coloro che hanno un ruolo (“gli si deve dire tutto”) lo scopo è quello di impedire gli errori, e non discutiamo qui del parametro usato per stabilire cosa e giusto e cosa no. Semplicemente si ritiene che chiunque agendo di propria iniziativa potrebbe sbagliare, in buona fede, ma anche utilizzare il proprio ruolo per interessi di ogni tipo.

La standardizzazione invece, quella che normalmente chiamiamo burocrazia, lo impedisce. Tutto normato e controllato, impossibile sbagliare, visto che ad ogni caso corrisponde un protocollo cui il controllore si attiene.

Fatto notare che si tratta di termini che ci infastidiscono, il che la dice lunga, si vorrebbe qui proporre un modo di vedere che guardi oltre: non c’è dubbio che in molti aspetti tutto l’apparato possa essere migliorato però anche quello che abbiamo -e subiamo- in realtà viene usato peggio di quanto si potrebbe.

Vi sono margini di operatività che non vengono percorsi, sia quelli che le norme a torto o ragione ci impongono, sia quelli che le stesse lasciano alla nostra discrezionalità, perché è troppo comodo per molti, da una parte e dall’altra, semplicemente affermare che non si può fare, ci si può invece lamentare, anche molto ed anche in gruppo.

Brutalmente: questi sistemi impersonali vengono utilizzati per la giustificazione individuale.

 

autore: Massimo Meneghin

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