Usare la politica dei piccoli passi

Massimo Meneghin usare la politica dei piccoli passi

“Facciamo le cose una alla volta”, dicono alcuni, con espressione che sembra avere la chiarezza delle cose certe, “adottiamo la politica dei piccoli passi”, affermano altri, che sembrano aver fatto studi specifici.

Non c’è alcuna furbizia in tutto ciò, è solo un alibi per non far nulla, compreso il pensare.

Un conto, infatti, è avere una vera strategia, conoscere le condizioni attuali, sapere cosa è possibile fare nel lungo periodo ed attuarne parti, anche piccole, nel giusto ordine, quello che porta alla realizzazione del progetto pensato e di cui si è deciso la realizzazione, altro è fare poco e a caso.

Gli esempi non mancano: quanti costruendo non hanno fatto una vera e propria ristrutturazione ma sostituito, una alla volta, appunto, tutte le parti ottenendo alla fine la stessa spesa ma non avendo risolto i problemi della preesistenza, che è rimasta la stessa (ad esempio si continua a sbattere la testa sulla scala, che -pur se nuova- è esattamente come quella di prima…).

Caso opposto è quello del tipico abusivismo edilizio: prima faccio un pavimento provvisorio, poi lo rifaccio seriamente, quindi lo delimito con le fioriere, passo alla tettoia in legno con il bambù, servono poi delle tende, ecco l’ingresso dell’alluminio anodizzato ed infine la costruzione in muratura: ma questi non sono piccoli passi è una vera e propria strategia!

 

autore: Massimo Meneghin

Una risposta a “Usare la politica dei piccoli passi”

  1. quella dei #piccolipassi non è una #politica, nemmeno una #strategia è solo un #alibi per giustificare l’#immobilismo

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