Noi (e gli) architetti

Massimo Meneghin noi e gli architetti

Il titolo contiene un piccolo gioco di parole, quelle parentesi ci consentono la doppia lettura “Noi e gli architetti” e “Noi architetti”.

I confronti argomentabili non mancano, sia che stiamo da una parte –i committenti che si relazionano agli architetti, spesso in modo problematico- sia che ci troviamo dall’altra parte della barricata –quindi all’interno di una categoria cui i problemi oggi certo non mancano.

E’ del tutto evidente che se tutto fosse ovvio, o quanto meno lineare, non ci sarebbe nulla da scrivere, invece…

La teoria ci narra di un committente che chiede all’architetto il progetto della propria nuova casa e lo ottiene, proprio come lui stesso desiderava, da tutti i punti di vista, al giusto prezzo e nei tempi corretti. Naturalmente il professionista ottiene le proprie soddisfazioni, mettendo in campo la propria competenza e dimostrando le capacità che lo contraddistinguono, ricevendo il giusto riconoscimento, economico e non.

La pratica evidenzia in ogni occasione persone scontente, viene scritto con assoluta obiettività, senza parteggiare per l’una o per l’altra parte. I committenti desiderano prodotti e servizi diversi da quelli che ricevono, gli architetti non ottengono quanto desiderano, di certo non dal punto di vista economico –visto che si parla ormai apertamente di povertà- e nemmeno da quello culturale, il che più di qualche campanello d’allarme deve far suonare.

Tutto ciò premesso non manca certo il terreno per il confronto:

 

autore: Massimo Meneghin

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