La crisi non è per tutti

Massimo Meneghin la crisi non è per tutti

Crisi, certo, ma non tutti. Tanti stanno lavorando, moltissimi no. E quindi?

Non è un fatto democratico, potremmo dire, ma ci interessa? Non siamo in guerra, non è stato raso al suolo e ridotto sul lastrico quasi tutto e quasi tutti e nemmeno sparsi i gas sopra le città. Anzi, abbiamo mille opportunità, come probabilmente non è mai successo nell’intera storia dell’umanità.

Eppure moltissimi sono espulsi dal mondo produttivo e non vi rientrano più, alcuni posti a carico della collettività, altri si devono arrangiare.

Molte sono queste differenze tra simili, e molto difficile per noi comuni mortali riuscire a comprenderle e a farcene una ragione, ovviamente quando i danneggiati siamo noi ed altrettanto ovviamente senza considerare chi sta peggio di noi.

Fortuna? Si e no, compreso il poterla aiutare con le opportune conoscenze che, a destra come a sinistra ed in centro, risolvono in modo definitivo ogni problema.

Meritocrazia? Impossibile anche solo parlarne, se non per un manipolo di eletti, quelli che non ne hanno bisogno. Per gli altri l’argomento è taboo.

Altro? Non si sa. Sicuro è solo quello che non viene detto, perché conviene non dirlo: moltissimi non lavoreranno mai, altrettanti non lavoreranno più. Non è un problema legato al titolo di studio e nemmeno alle esperienze, ma nemmeno di capacità, nel senso comune del termine, è contemporaneamente molto di più e molto di meno.

 

autore: Massimo Meneghin

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