Costo del riscaldamento

Massimo Meneghin costo del riscaldamento

Semplice, qualcuno i conti li ha fatti, qui da noi scaldarsi costa di più che altrove: a Milano si spende tre volte e mezzo quello che si paga a Berlino, dove fa più freddo.

Perché? Due sono le cause, consumiamo una maggior quantità di combustibile e questo ha costo unitario superiore.

Ovvio che poi ci si debba porre qualche interrogativo e se il risultato è che le nostre abitazioni sono meno isolate, visto che sono state costruite molto tempo fa e non modificate nemmeno dopo che le esigenze sono cambiate, se non altro per la crisi energetica, che -ricordiamolo- risale agli anni settanta, difficile chiamare in causa persone terze…

Diciamo che l’inasprimento della pena, se ce ne fosse bisogno, è dato dal maggior costo che qui ha l’energia, in questo caso non addebitabile a noi, almeno non in modo apparentemente diretto, visto che nessuno i gestori della politica economica ed industriale sono stati eletti democraticamente…

Se poi al maggior consumo (ripeto consumo!) energetico è collegato l’inquinamento, non certo diminuito, va tutto bene? Una casa che consuma meno inquina nello stesso modo e sappiamo che i danni prodotti dall’immissione in aria e acque di prodotti velenosi avvelenano noi, non i nostri nemici.

Da un punto di vista generale potremmo affermare che da subito l’energia utilizzata per il riscaldamento può -o deve- essere contenuta (nel senso di evitare la dispersione termica ma anche in quello di limitare l’impiego di combustibili): l’energia davvero risparmiata -e in proporzione diretta l’inquinamento- è quella che non si produce perché non necessita di essere utilizzata!

 

autore: Massimo Meneghin

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