Prezzi alti e prezzi bassi

Massimo Meneghin prezzi alti e prezzi bassi

Siamo bombardati dai prezzi, alti e bassi, non sappiamo quali siano corretti. L’unica cosa certa è che la differenza non manca!

Se nel mercato possiamo assistere alle differenze dovute a strategie commerciali di ogni tipo, dalla grande distribuzione al sottocosto, com’è possibile che opere -e prestazioni professionali- che non possono essere standardizzate e dove queste stesse strategie sono inapplicabili ci mostrino così elevate differenze?

Guardiamo gli esiti degli appalti pubblici, gare affidate ad imprese che offrono ribassi del 50% non sono un’eccezione, per la progettazione si fa anche meglio.

Ed il prodotto finale? Ma non ne risente è ovvio! L’impresa che costruisce il ponte di cinquanta metri a prezzo cento lo fa di cinquanta metri come quella che chiede duecento, il doppio, per lo stesso ponte. Poi però si deve cominciare a riparare ancora prima dell’inaugurazione!

Cosa c’è di strano? Come potrebbe non essere così?

Se domani un distributore di carburante ci facesse il pieno a metà prezzo scommetto che non ci andrebbe nessuno. Tutti, a cominciare da me, penseremmo che la benzina ed il gasolio non possono che essere annacquati, e di certo non li vorremmo nei nostri serbatoi per non rovinare i motori, in barba al risparmio, per quanto considerevole.

Ma allora se questo è semplice buon senso, non arguzia, perché nell’altro caso ci comportiamo (noi e chi ci rappresenta) diversamente? Semplice miopia? Aggiungiamo presbiopia ed astigmatismo, ma non sembra abbastanza…

 

autore: Massimo Meneghin

3 risposte a “Prezzi alti e prezzi bassi”

  1. Massimo, secondo me un prodotto intellettuale come un progetto e la relativa direzione lavori non può assolutamente essere affidata a chi pratica il prezzo inferiore. Io ricordo che un tempo la commissione giudicatrice agiva così. Dalla lista delle offerte veniva escluso il prezzo più alto e quello più basso. Si faceva la media aritmetica delle offerte rimaste ed il lavoro veniva affidato a colui che aveva offerto un importo il più vicino a detta media. Anche questo metodo può essere criticato però, cosa molto importante, escludeva assolutamente colui che presentava un’offerta molto bassa la quale ammette una sola causale: prendere il lavoro a qualunque costo sapendo fin dall’inizio che poi, in sede esecutiva, bisogna per forza frodare per rientrare nei costi anzi per ritrarre un utile.
    Le cose sono un pò diverse per l’affidamento della esecuzione all’impresa esecutrice in quanto una ottima organizzazione di cantiere può avere meno spese ma anche in questo caso si dovrebbe tener conto di altri fattori e non limitarsi al solo prezzo!
    Il modo di fare attualmente in vigore è una ulteriore dimostrazione, senza che ce ne fosse bisogno, che chi decide nel settore dei lavori pubblici, non ne sa, nè ne capisce nulla.

  2. Nelle gare che ho visto c’erano sempre due parametri precalcolati:
    1. Il prezzo della manodopera per il progetto (in base al numero di maestranze impiegate e per le ore previste per completare il lavoro);
    2. Una formula simile a quella citata prima per calcolare le offerte esageratamente basse.
    Ho visto alcuni casi in cui l’offerta era tale da poter essere usata come prova tanto era evidente che non non poteva essere onesta.
    Ma poi i prezzi lievitano e magari il capitolato permette future contestazioni per la necessità di eseguire costosissime parti necessarie e non preventivate. ecc. ecc.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *