Risparmio e rendimento

Massimo Meneghin risparmio e rendimento

L’importo speso o da spendere viene oggi considerato in moltissime occasioni, potremmo dire la quasi totalità, sulla sola base dell’importo totale. Come dire costa cento, e basta.

Se si considerano le alternative il discorso si ripete, centouno è più di cento, novantanove è meno. Indiscutibile.

Questo però presuppone che il prodotto o il servizio sia equivalente, cosa che non è scontata. Anzi molte volte oggetti che costano poco hanno un costo unitario maggiore per cui in realtà si spende di più: spendere cento per comprare quattro costa di più rispetto a sborsare novanta per avere tre. Sarà anche banale ma nel primo caso ogni pezzo costa venticinque nel secondo trenta, eppure sembra di aver risparmiato dieci.

Negli impianti, aspetto assai sentito nei nostri edifici, visto il costo di gestione, vale lo stesso principio. Deve essere analizzato il rendimento, cioè la capacità di resa per unità consumata.

Nessuno dice che non si risparmi facendo funzionare meno l’impianto ma a parità di calore prodotto l’impianto può consumare una certa quantità di combustibile o un suo multiplo o -viceversa- a parità di spesa in combustibile si ottiene più o meno calore.

Evidente che le due considerazioni -risparmio (assoluto) e rendimento (relativo)-non sono nemmeno parenti, al contrario del sentore comune.

E se tanto mi da tanto, un impianto ad altro rendimento è conveniente pure se costa di più di uno a basso rendimento. Il risparmio conseguito, infatti, ripagherà la differenza tra i due sistemi nel primo periodo per poi produrre un vero e proprio risparmio. Anche se molti non lo vogliono ammettere…

 

autore: Massimo Meneghin

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