Visibilità ed invisibilità in rete

Massimo-Meneghin-visibilità-in-rete

Massimo Meneghin invisibilità in rete

Ecco l’ennesima contraddizione, ne avevamo proprio bisogno.

Non ci basta l’infinito elenco di contrasti che ha come sola eccezione la politica, nella quale -quanto meno in Italia- le opposte fazioni non si differenziano davvero, di fatto essendo entrambe del tutto prive di contenuti, ed anzi si confondono nelle nefandezze.

Da pochissimo abbiamo infranto l’ultimo tabù, eravamo convinti -ed anzi ci era stato spiegato- che i nostri dati in rete, qualunque strada avessero percorso, fossero intangibili. Il che come corollario comporta l’impossibilità di modificarli ed ancor meno di nasconderli. Terra-terra ciò significa che una stupidaggine, per non dire di peggio, resta in eterno e ci identifica come autore della genialata, rendendolo noto a chiunque, dovunque e per sempre.

Per questo si diceva che la rete non mente e non gli si può mentire!

Da poco invece, a seguito di specifica azione legale, è stato conquistato il cosiddetto diritto all’oblio. In estrema sintesi il diretto interessato può chiedere al gestore del motore di ricerca di oscurare qualcosa che lo riguarda e che non ritiene debba essere di dominio pubblico.

Tralasciamo la reale impossibilità di concretizzare l’enunciato (chi e soprattutto come può sapere con continuità quello che si dice su di lui e quindi chiederne la rimozione su tutti i siti e tutti i motori?) e limitiamoci al contrasto di cui si diceva all’inizio: c’è chi fa di tutto per apparire, classico il voler essere a tutti i costi nella prima pagina del principale motore di ricerca, e chi non vuole assolutamente essere trovato, da nessuno e per nessun motivo.

L’analisi del fenomeno è assai complessa, di certo non siamo messi bene: da una parte aziende e persone che -mentendo- si costruiscono un’immagine che non gli corrisponde (ci sono ditte che garantiscono per contratto la prima posizione sui motori indipendentemente da chi siamo e cosa realmente facciamo, basta pagare!) e dall’altra chi si vuole nascondere… chi davvero è, perché è meglio non lo si sappia (chissà perché!)!

Sento in lontananza un urlo, non è chiarissimo ma a proposito della visibilità ed invisibilità in rete mi sembra dica “AIUTOOOOOOOOO!”.

 

autore: Massimo Meneghin

Una risposta a “Visibilità ed invisibilità in rete”

  1. per essere dimenticati dalla rete c’è finalmente il #diritto all’#oblio, non c’è invece per essere primi nei #motori

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *