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“La mia bella casa, perché la mia casa è una bella casa, si trova in un brutto quartiere, perché il mio quartiere è un brutto quartiere”.

Qualcosa non torna, se questi sono i nostri pensieri.

Non sono sbagliati i ragionamenti, le cose stanno proprio così. Malgrado tutti gli sforzi compiuti, nel migliore dei casi abbiano una bella casa, la nostra, vicino ad alcune, o molte, altre belle case, di altri come noi, ma l’insieme non è certo bello.

Che cosa non torna?

Evidentemente non c’è governo della cosa pubblica. Innegabile. Possiamo disquisire all’infinito ma sarebbe tempo perso, questi sono fatti, non opinioni.

Chi ha ritenuto che il pubblico fosse la semplice somma dei privati ha sbagliato. Ed è grave, ovviamente, e lo è ancor di più se si continua a comportarsi come prima. Perseverare è diabolico, si dice.

Idem per chi ha pensato che normare tutto avrebbe prodotto un buon risultato. Il sostanzioso corpus legislativo non ha funzionato, né quando è stato rispettato né quando è stato ignorato, altra faccia dello stesso problema.

Il parere non cambia se passiamo a chi ha stabilito che un mare di persone addette al controllo del territorio sarebbero pur servite a qualcosa. Per la precisione, sono state utili ma non allo scopo sbandierato come primario!

Serve un cambio di passo, non c’è dubbio.

 

autore: Massimo Meneghin

 

Un pensiero su “Bella casa in quartiere brutto

  • 15 agosto 2015 alle 10:51
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    In tutti i settori, chi ne aveva la responsabilità ha operato uno scambio tragico: ha sostituito la strategia di base con l’improvvisazione

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