Quello che serve e quello che ci sta

Massimo Meneghin quello che serve e quello che ci sta

Che non tutto si possa fare è fuori discussione, che ogni aspetto della nostra attività, non solo quando costruiamo, sia soggetta a mediazioni di ogni tipo è incontrovertibile.

Ciò malgrado le priorità sono tali, per definizione.

Ci sono cose importanti ed altre che lo sono meno, quello che facciamo deve/dovrebbe orientarsi tra quello che vorremmo e cosa comporta il farlo. E’ la solita analisi costi-benefici. Tutto trito e ritrito.

Ma allora perché quello che vediamo ogni giorno non rispetta -non possiamo averne il più piccolo dubbio-  i basilari ed elementari principi di buon senso?

La risposta è desolante, un altro principio, subdolo perché indicibile, si è infilato in ogni anfratto, si è fatto largo ed alla fine è riuscito ad eliminare principi e priorità: facciamo quello che ci sta.

Ovvio come il troncare la definizione consente di omettere la seconda parte del principio-assioma, che nella versione completa suona così: facciamo quello che ci sta, non quello che serve.

Sembra tutto lineare ma non lo è. Nessuno dice di fare l’impossibile ma se qualcosa non serve, perché farla?

Ecco spiegate le rotonde dove…. ci stanno, non dove servono. Ma anche le piste ciclabili, li sono inutili, ma si possono fare agevolmente. E i parcheggi, ecco un ottimo spazio, ma se non ci passa nessuno ed ancor meno si può lasciare lì l’auto, e che importa?

 

autore: Massimo Meneghin

 

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