Noi e l’arte

Massimo Meneghin noi e l'arte

Il confronto tra noi e l’arte è probabilmente quello più ricco di spunti.

La distanza non manca, né tra noi e l’arte, che sembra utile -o forse anche necessaria- alla sola attività di far salotto né tra noi e gli altri (tra noi) che la pensano in modo diametralmente opposto sull’arte in generale ma anche sulla specifica disciplina se non sulla stessa opera. E se serve infiliamoci pure nelle sabbie mobili del “ma a me piace così”… per la serie “io sono tutto e gli alti son nessuno”. La cosa potrebbe pure sembrare simpatica, non a tutti ovviamente, se riusciamo ad avvicinarci con leggerezza, il che però non appare così facile. Anche perché apre a sviluppi inimmaginabili!

Quale, perciò, il ruolo dell’arte nella nostra vita e, quindi per quanto più interessa in questa sede, nei luoghi in cui viviamo, spazi aperti e fabbricati, abitazioni e non?

Il problema non può essere liquidato con la semplice contrapposizione di un bel quadro, non importa se si tratta di una semplice riproduzione a stampa, ai nostri orrendi appartamenti ed alle ancor peggiori villette, detto naturalmente senza generalizzare ed anzi con tutte le eccezioni del caso. Chi può affermare che le cose non stiano così? Forse i politici, che al pane et circenses hanno sostituito proprio queste soddisfazioni dell’elettore da sfruttare in ogni modo.

Già questo confronto è a parlarne bene feroce, di solito però quello che succede è altro, infatti, al brutto non si contrappone ma si aggiunge. Lo ha insegnato l’aritmetica ai giovanissimi, forse noi lo abbiamo scordato: i numeri positivi si sommano (+1 +1 = +2), i numeri positivi e quelli negativi si sottraggono (+1 -1 =0) e così i numeri negativi si sommano, tra loro (-1 -1 =-2). Se a sfacelo si aggiunge sfacelo…

Oltre a verificare quanto sopra in televisione è possibile leggere:

 

autore: Massimo Meneghin

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