Noi e le case

Massimo Meneghin noi e le case

C’è un filo rosso che congiunge tutte le nostre case. Non lo fa -però- nel modo che sembrerebbe scontato, unendole un all’altra ma collega ognuna al proprio abitante, colui che la usa e di fatto, anche involontariamente, anche  senza far nulla, la personalizza.

Allo stesso tema corrispondono perciò molte risposte. Non è vero che ognuno riesca a rendere la propria abitazione diversa da tutte le altre, come peraltro vorrebbe, ma ci sono un certo numero di versioni. La si chiami tipologia o altro dice molto di noi, specie se confrontiamo i risultati dati dall’affrontare gli stessi problemi.

Un consulente psicologico, o forse antropologico, potrebbe forse esserci di aiuto, non semplicemente per criticare ma per capire. Mi sembra di sentire le voci di chi suggerisce di chiamare un criminologo. Ovvia la contro-risposta: qualcuno dirà che prima dovrebbe mostrarci la sua casa, poi criticare quella altrui, ma purtroppo in molti casi la ragione l’ha proprio ed incontestabilmente proprio il “criticone”.

Le nostre case molte volte sono veri e propri crimini contro noi e l’ambiente, quindi anche contro gli altri. La giustificazione, se la vogliamo, c’è ed è presto detta: da una parte modelli culturali inesistenti se non negativi, dall’altra la totale mancanza di controllo, favorita per acquisire consensi…

Naturalmente la bontà dell’assunto non può che essere dimostrata dagli esempi:

 

autore: Massimo Meneghin

 

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