Massimo Meneghin cose vecchie e cose nuove

Per la serie guardiamoci intorno, osserviamo come alcune di quelle che riteniamo le massime espressioni della cultura contemporanea suggeriscono l’adozione di soluzioni che siano assolutamente conformi al patrimonio che deriva semplicemente dalla tradizione. La novità perciò, se di innovazione si può parlare, consiste nella reintroduzione di cose, che riteniamo nuove, al posto di altre, che consideriamo vecchie, ma spesso le nuove sono più datate delle vecchie.

Le cose nuove al posto delle vecchie, quindi, e quest’ultime, evidentemente, sono state allora nuove rispetto a quelle che ora vogliamo reintrodurre!

Facciamo un esempio preso dal mondo delle costruzioni: il tetto verde al posto di quello con coppi o tegole, lamiera, ecc. Le motivazioni non mancano, in ordine sparso, non di importanza, potremmo citare la limitazione dell’isola di calore,  il contributo all’assorbimento delle acque pluviali, l’aumento dell’inerzia termica, l’effetto igroscopico, e via dicendo.

Se pero’ andiamo a vedere quei luoghi ove queste soluzioni fanno parte della tradizione, in Africa, ad esempio, l’atteggiamento e’ opposto. Per noi è avanguardia, lì chi invece non ha mezzi si tiene il tetto verde, chi può se lo fa in lamiera… Idem per mattoni in terra, qui sognati da chi si fa la casa oggi, lì sostituiti dai blocchi in cemento…

Si potrebbe continuare, è sufficiente riportare come nulla di tutto ciò ha a che vedere con le argomentazioni tecniche già riportate, evidentemente. Le motivazioni sono altre, facili da vedere quando guardiamo altrove, meglio se in situazioni semplici, ma anche noi ci comportiamo cosi’, solamente non ce ne accorgiamo. E’ difficile analizzare il sistema in cui siamo immersi e soprattutto non lo vogliamo fare. Per paura di scoprire chi siamo, ovvio.

 

autore: Massimo Meneghin

Un pensiero su “Cose vecchie e cose nuove

  • 26 febbraio 2014 alle 09:57
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    se il #nuovo prende il posto del #vecchio riproponendo il #piùvecchio va tutto bene?

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