Materiali veri e materiali imitati

Massimo Meneghin materiali veri e materiali imitati

Materiali che si mostrano per quello che non sono.

Non è una novità, semmai oggi, periodo in cui la quantità di ciò che è a nostra disposizione non è nemmeno quantificabile, oltre ad essere in continuo aumento, la cosa è più evidente.

In un certo senso è un problema di rivestimento, dentro la sostanza, fuori l’immagine. Le facciate delle chiese non sono fatte così? Mica il marmo è a tutto spessore! Lo si vede nelle opere incompiute. Lo stesso nei mobili in legno, raramente sono in massello, cioè in materiale nobile su tutto lo spessore, ma impiallacciati, quindi la parte “ricca” è sottile e disposta all’esterno, dove è visibile.

Il progresso ha traslato il principio ed ha ulteriormente impoverito la cosa: dalla riduzione dello spessore siamo passati alla sola immagine.

Impossibile? Cosa sono i laminati o i melaminici se non sottilissimi supporti su cui è stampata una fotografia, in genere del legno, quello che più ci piace, visto che le foto -al contrario delle essenze- costano tutte allo stesso modo!

Ma c’è di più: non solo il linoleum scimmiotta il legno, ora lo fa pure la ceramica. E così i coppi tradizionali non sono più soli, basta disporli uno alla volta, oggi ci sono componenti più grandi, ciascuno fa le funzioni di più coppi, ed ormai che ci siamo facciamoli in lamiera verniciata, più grandi e più leggeri, sembrano -da lontano- un manto in coppi, grazie alla loro verniciatura melange…

A volte una qualche corrispondenza tra quello che siamo e quello che mostriamo potrebbe essere positiva, nelle piccole e nelle grandi cose!

 

autore: Massimo Meneghin

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