Vecchio e nuovo

Massimo Meneghin vecchio e nuovo

Chi compera un’auto (da usare, non per fare le sfilate di auto storiche) su cosa pone la sua attenzione, su modelli vecchi o nuovi?

Chi entra in un negozio di telefonia per chiedere un apparecchio a cavo, in bachelite con combinatore rotondo, e via dicendo invece di comperare lo smartphone supersottile?

Chi si affretta a comperare gli ultimi televisori a tubo catodico invece di portarsene a casa uno con lo schermo piatto?

Nel mondo della tecnica, sembra ovvio ed incontestabile, non c’è partita, al massimo qualche eco a livello di immagine può farci piacere ma il prodotto deve essere il massimo che oggi è possibile, compatibilmente solo col nostro portafoglio, e possedere coerenza tra contenuto ed aspetto!

Ma negli altri “mondi”?

Chi va dal parrucchiere (non a carnevale) per chiedere di essere acconciato come il Re sole?

Chi entra in un negozio di abbigliamento per chiedere di provare i vestiti dell’era barocca?

Ma allora se tutti -con la sola eccezione di chi si vuole distinguere a tutti i costi, confermando la regola e aprendo una partita diversa, di cui possiamo pure parlare, cercano e potendo acquisiscono prodotti contemporanei -ripeto, nelle prestazioni e nell’aspetto- perché dovendo costruire una casa nuova molti desiderano ripetere, quanto meno nell’esteriorità, gli stilemi del passato?

Se un breve elenco, senza commento, delle parti che costituiscono la casa “tipica“, come da progetto trovato in rete, potrebbe cominciare così: cancello a volute in ferro battuto, lampade in stile gotico, uso massiccio di finta pietra, ecc. il confronto di cui si parlava non è tra vecchio e nuovo ma tra quest’ultimo ed il finto vecchio.

 

autore: Massimo Meneghin

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