Ventilazione naturale o artificiale 

Massimo Meneghin ventilazione naturale o artificiale

Il bisogno di rinnovare l’aria dei locali in cui soggiorniamo ci è’ noto. Chi più chi meno sentiamo il bisogno di aprire le finestre, specie la mattina, dopo che per tutta la notte sono state chiuse, costringendoci a respirare aria viziata.

Il ricambio avviene di solito manualmente, con l’azione diretta di chi occupa lo spazio -abitante, lavoratore o altro che sia- con la banale apertura degli infissi.

Con gli impianti di climatizzazione, ormai funzionanti estate e inverno, ed in particolare negli edifici molto alti, in cui non è pensabile fare questo semplice gesto, ciò non significa rinunciare all’aerazione– impossibile- ma introdurre la ventilazione meccanica.

Il principio è assai semplice, prelevare l’aria viziata dall’ambiente, espellerla, sostituendola con altra, catturata all’esterno.

Le buone pratiche suggeriscono di trattare  l’aria nuova da immettere, innanzitutto dal punto di vista termico, per evitare che l’ingresso di aria a temperatura dell’esterno vanifichi il lavoro fatto all’interno.

L’aria può essere anche filtrata per cui nella nostra casa ci può’ essere il caldo o il fresco che vogliamo, l’aria pulita che desideriamo, sempre ossigenata come quella della finestra aperta la mattina, o almeno questo succedeva un tempo, quando non c’era l’inquinamento

Come non considerate questi vantaggi? Potremmo non essere capaci di staccarci dalle vecchie abitudini, come è avvenuto prima della diffusione dei termostati: molti erano abituati a godere del caldo del termosifone. Quante persone continuano a lamentarsi per la bassa temperature degli stessi termosifoni, non considerando che questo è effetto del raggiungimento della temperature desiderata… Lo stesso avviene con la ventilazione: migliore quella artificiale, da tutti i punti di vista, ma solo per chi valuta correttamente i valori in campo. Per chi ritiene che la finestra debba a essere aperta a tutti i costi, perché non è salubre tenere fuori aria gelida (d’inverno o torrida d’estate) specie se avvelenata.

Non sarà che il progetto deve riguardare la nostra psiche?

 

autore: Massimo Meneghin

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *