Edificio legittimo e non

Massimo Meneghin edificio legittimo e non

Il principio è ineccepibile, spesso però la realtà ci costringe a scendere a patti. Un conto è sproloquiare da cattedre, giornali e scanni di vario tipo, ben altro è sbattere la testa con i casi concreti.

La nuova costruzione non dovrebbe presentare problemi, semmai qualche imprecisione costruttiva. Ad esempio, l’edificio potrebbe differire di alcuni centimetri, in più o in meno, il che è ben noto a chi conosce come si lavora in cantiere, dove la precisione dei laboratori resta un sogno. La soluzione è però la presentazione di una variante in corso d’opera, che rettifica e definitivamente chiude la questione.

Il problema, infatti, riguarda il patrimonio edilizio esistente, gran bella definizione per indicare la case e i palazzi già costruiti: che succede quando l’edificio costruito alcuni decenni or sono non è conforme ai disegni di progetto presentati a suo tempo

Se presenta ridotte difformità siamo in presenza di edificio legittimo o meno? Certo che se la costruzione è avvenuta in assenza di licenza è abusiva ma se ci sono piccole differenza, si pensi alle finestre spostate, cosa ci diciamo?

Piaccia o meno, moltissimi dei vecchi edifici hanno questo problema, anche perché era prassi tollerare -di qua e di là della barricata- questo modo di fare, aver cambiato oggi il metro di giudizio espone il fianco a danni di ogni tipo: dall’annullamento dei rogiti a quello dei titoli edilizi, dalla perdita delle agevolazioni fiscali alla richiesta di rimborsi.

Infatti, ed in chiusura, chi pagherà per questo danno?

 

autore: Massimo Meneghin

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