Sicurezza e incidenti

Massimo Meneghin sicurezza e incidenti

La storia della normativa potrebbe essere scritta pure dal punto di vista della sicurezza.

Vi è un percorso ricorrente, una sorta di itinerario ripetuto, che sempre parte dall’assoluta libertà del non normato, perché che non si possono mettere paletti a ciò che non esiste o non è conosciuto, e mano a mano che l’attività acquisisce rilevanza si inaspriscono le prescrizioni volte ad indirizzarne l’esercizio, nel caso specifico con lo scopo di impedire -o quanto meno ridurre- il verificarsi di incidenti.

Nell’edilizia in passato abbiamo visto di tutto, con la regola non scritta che tutto è concesso, compreso il lamentarsi contro il destino avverso quando gli inevitabili incidenti hanno avuto luogo, con danni in spessissimi casi non trascurabili.

Più di recente l’argomento è stato normato, riciclando pacchetti di leggi di altri settori, aggiungendo e togliendo in modo opinabile, dando per non derogabili prescrizioni affatto chiare e via dicendo.

Qualcuno si è perfino autoincensato per la riduzione degli incidenti a seguito della propria evidentemente lodevole attività di censore, altri gli hanno fatto notare che la riduzione di incidenti, compresi quelli mortali, si è avuta in modo proporzionale al contrarsi dell’attività per la crisi economica, tanto che dove si è ricominciato a costruire sono ritornate le ambulanze…

Nessuno può dire che le norme per la sicurezza possano essere trascurate, nemmeno i più cinici, che se non altro cercano di evitare gli esborsi cui si può essere esposti (e non ci sono assicurazioni che coprano chi ha già subito incidenti causati dal proprio modus operandi…), di certo serve però un cambio di passo.

La situazione attuale è riassumibile in una sola frase: l’aumento dei costi (apprestamenti, adempimenti, ecc.) e dei rischi (sanzioni, rimborsi, ecc.) non ha dato i frutti del caso.

 

autore: Massimo Meneghin

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