Chi può e chi non può

Massimo Meneghin chi può

Cambiamenti a iosa, quella del nuovo è diventata una tradizione, quasi una con-trad(d)izione di termini.

Un tempo c’era chi si opponeva al nuovo, per paura di perdere la propria rendita di posizione. Un tempo? Perché oggi non c’è forse chi fa lo stesso, anche solo per evitare di doversi aggiornare, ammesso che sia esistito un tempo in cui questi sia stato all’altezza della situazione? Anche contro la più scontata delle evidenze…

Ma non è questo il tema di questo striminzito scritto. Oggi tutto cambia, parassiti a parte, la velocità è tale che sembra di essere in discesa senza freni. Facciamo di tutto per non sbattere a destra o a sinistra, forse sperando che la pendenza diminuisca, o semplicemente rinviando lo schianto più avanti possibile. Certo, perché se riusciamo a non sbattere mai non ci sono problemi ed anzi facciamo un sacco di strada…

C’è chi subisce e chi reagisce. Come è vero che c’è chi può e chi non può, come disse anche  il noto calciatore, sentenziando poi: “e io puote!”

Nessuna generalizzazione ma tra i primi, avendone facoltà, molti si sono chiamati fuori, ad esempio comperando una masseria e coltivando olio o altro, da cui forse non ricavano quanto consenta di vivere. L’abbiamo scritto, chi “può”, non ha certo bisogno di lavorare per vivere, semmai lo fa per darsi uno scopo, di nuovo i puntini di sospensione…

Chi non può, è ovvio: non può!

Massimo Meneghin chi non può

 

autore: Massimo Meneghin

 

 

Una risposta a “Chi può e chi non può”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *