Fatti e opinioni

Massimo Meneghin fatti e opinioni

Nel nostro paese la distinzione tra fatti e opinioni è confinata alla teoria, nella pratica ognuno dice quello che vuole, e fin qui tutto bene, se la cosa è limitata ai propri convincimenti, diverso se si cambia la sostanza delle cose, ovviamente per portare l’acqua al proprio mulino.

I partecipanti alla manifestazione sono di una sola quantità, pochi o tanti che siano. Invece no: per i promotori della protesta sono moltissimi, per i destinatari della stessa protesta sono pochissimi. Queste non sono opinioni, è travisamento dei fatti.

Nelle costruzioni è lo stesso, dati oggettivi quali la trasmittanza termica, la durabilità, il rendimento, e via dicendo sono trattati allo stesso modo, eppure si tratta di aspetti misurabili.

Se il risultato è 5, non può che essere 5. Piaccia o non piaccia.

Invece parte il “secondo me” (che non ho nessuna competenza in materia), il “mi hanno detto” (ma non si può sapere chi!), il “l’ho visto in televisione” (la mitica scatola magica…) ed il 5 diventa 4 e (non o) 6, ma anche 1 e 10, -20 e 100.

Le sciocchezze che ne risultano hanno dello straordinario.

Chi difende il proprio modo di fare, a tutti i costi, anche contro l’evidenza, può -forse- essere giustificato: riguarda la propria sopravvivenza, il che non è trascurabile!

Diverso è il caso di chi parla tanto per parlare, azione che, non essendo uno psicologo, e non avendo perciò le conoscenze che mi consentano di interpretarla correttamente, mi lascia esterrefatto.

Esempietto/domandina: non sarà che quelli sicuri della non durata delle case in legno sono gli unici che hanno capito il senso della storiella dei tre porcellini?

 

autore: Massimo Meneghin

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