Fatti e proclami

Massimo Meneghin fatti e proclami

Che mondo può essere quello che mette in circolo notizie false, ma verosimili, costringendo a smentite i presunti autori?

E’ un mondo strano, da tutti i punti di vista, comunque lo si guardi. Fatti e proclami, infatti, vengono confusi ad arte.

Già il far circolare voci la dice lunga sul “sottobosco” ma se la notizia è falsa che bisogno c’è di affermare di non averlo detto?

Inoltre , non è incredibile che si discuta animatamente, portando prove che dimostrino il non aver pronunciato quelle parole, senza parlare minimamente dei contenuti?

Che importa se ho detto o non ho detto che piove? Non ci dovremmo interessare del tempo -cioè se davvero ci sarà il temporale o piuttosto non farà bello- e non di chi ne parla? Anche perché se al massimo arriviamo a casa bagnati per non aver preso l’ombrello è una cosa, diverso è quando si affrontano ben altri problemi, mentendo -secondo alcuni- alla stragrande.

Se è cosi deve scattare l’allarme. Anche perché le cose non dette sono molte volte più vere di quelle pronunciate a chiare lettere (…) ed è proprio per questo che vengono smentite, no?

Pensierino finale e bene augurante: perché i “rettificatori” del verbo pronunciato dai “possessori” della verità, mentitori di professione, non mettono in circolo la notizia che le frasi rivolteci dagli “eletti” -nessuna ironia in questo termine- sono vere? L’effetto sarebbe ancora maggiore: riuscite a immaginare il signor “x” che vi querela perché avete affermato che lui -ripeto: lui- dice la verità. Effettivamente questo non si può dire.

 

autore: Massimo Meneghin

Una risposta a “Fatti e proclami”

  1. ‪#‎dire‬ e ‪#‎smentire‬ ormai non hanno più alcuna relazione con la ‪#‎realtà‬: i ‪#‎contenuti‬ se ne sono andati!

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