Forma e contenuto

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Banale confronto quello tra forma e contenuto.

Sono, lo sappiamo tutti, due diverse parti di ogni cosa. Cosa si vuol dire, a costo di sembrare elementari? Che ogni cosa è quello che è, siamo noi a distinguere l’aspetto esteriore, che chiamiamo forma, da ciò che c’è all’interno, denominato contenuto. Vi è perciò una totale corrispondenza tra le due, tanto da formare insieme l’oggetto: non c’è forma senza contenuto esattamente come non c’è contenuto che non abbia forma.

La distinzione se tale è, serve a noi per poterci ragionare. Ed allo stesso modo è funzionale all’argomentare sulla materia da parte di chi orienta i  nostri comportamenti.

In passato, lo dovremmo ricordare, si parlava di contenuti, a discapito della forma, messa in secondo piano in quanto effimera, non sostanziale e simili aggettivi non proprio positivi. L’importante era cosa facevamo e non come lo portavamo a termine. Contenuti e significati erano portati in palmo di mano, allora.

Oggi la faccenda è ribaltata, ed abbiamo la forma che sopravanza sui contenuti, fino a schiacciarli se non ad annullarli. A chi importa in qualunque caso di cosa stiamo trattando? Oggi conta solo il modo in cui ci si mostra, è la civiltà che si autodefinisce dell’immagine.

E’ un segno di benessere, vien da dire, visto che se avessimo fame non ci preoccuperemo certo di fare sfoggio dell’ultimo gadget supertecnologico, che ovviamente molti dei possessori non sa usare nemmeno per mandare il misero testo che inviavano decenni fa con telefoni primitivi.

Ma che importa? La gara è un’altra!

 

autore: Massimo Meneghin

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