Opportunità teoriche e reali

Massimo Meneghin opportunità teoriche e reali

Non ripeterò il solito ritornello sulla “crisi-che-è-un’opportunità” e nemmeno riporterò la traduzione, se così si può dire, dell’ideogramma cinese che spiega cosa sia la crisi. Entrambi sono stati citati a proposito e sproposito un tal numero di volte da infastidirci al solo sentirne l’inizio.

Saltato a piè pari quanto sopra resta però l’inevitabilità del confronto con quegli stessi temi. Volenti o nolenti.

Sconvolgente è il divario tra gli aspetti che se vogliamo possiamo definire teorici, o potenziali, e quello che vediamo ogni giorno. La differenza ricorda la tempra dei metalli o certe pratiche che mettono in sequenza il bagni caldo con l’immersione in quella a zero gradi.

Da una parte giovani di belle speranze, con i più vari titoli di studio, le esperienze più varie, le competenze capaci di soddisfare qualsiasi pretesa, accomunati dalla totale assenza di… speranze.

Dall’altra persone davvero capaci, preparate e addentro ai processi in atto che ci spiegano come i giovani d’oggi sono i più fortunati dell’intera storia dell’umanità per il semplice fatto che mai si sono viste un tale numero di opportunità.

Non c’è gara, non si vince e non si perde, entrambe le proposizioni sono vere. Quello che serve ora, qui e subito, è l’assunzione di quanto sopra “a tutti i costi”, come un farmaco amaro o meglio ancora come una terapia dolorosa, che ci deve far riflettere. Ognuno può darsi le risposte che crede, è ovvio, siamo in democrazia, mal governati ma pur sempre in democrazia, e questa libertà ancora l’abbiamo.

 

autore: Massimo Meneghin

 

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