Massimo Meneghin manutenzione allarme

Tutto deve essere sottoposto a periodiche verifiche della propria effettiva capacità di rendere il servizio che si ha per scopo, a maggior ragione se si tratta di oggetti che “funzionano”, perché questi hanno parti soggette ad usura, si pensi per il primo caso ad un ponte (immobile ma non eterno) e per il secondo ai motori (con parti in movimento soggette a deperimento).

Il caso dell’allarme appartiene alla seconda famiglia, visto che siamo in presenza di impianti, ma il funzionamento in questo caso è caratterizzato non dalla periodica attivazione, che ci consentirebbe di constatare eventuali anomalie (ad esempio il motore che non parte o gira male) ma dall’entrare in azione in momenti non prevedibili (se vogliamo, proprio quando vi sono persone che fanno di tutto per evitarne l’azionamento…)

E’ la manutenzione che ancora una volta rivela la propria importanza, pari se non maggiore alla trascuratezza.

Gli impianti devono perciò essere controllati con la giusta periodicità, in modo che, se serve, si possa operare per mantenerne l’efficienza ed essere così certi che quando dovesse servire l’efficacia sarà garantita.

L’alternativa è ovvia, la viviamo tutti i giorni: gli impianti di allarme che entrano in funzione quando non serve (quante sirene sentiamo suonare a vuoto ogni giorno?) e viceversa non lo fanno quando serve…

 

autore: Massimo Meneghin

 

 

Un pensiero su “Manutenzione allarme

  • 9 gennaio 2015 alle 11:50
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    molto creativo, anzi divertente: l’‪#‎allarme‬ si aziona contro di noi e non quando “estranei” entrano in casa o in auto

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