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Anche le opere di recinzione richiedono la manutenzione periodica, generalmente non sono presenti strutture portanti ma anche parti più o meno esili e non sottoposte a particolari sforzi risentono del passare del tempo.

Non sono infrequenti i casi in cui interi recinti si inclinano, ad esempio può succedere per il cedimento del terreno, o alcune parti si fessurano, come avviene quando i carichi cui sono sottoposti i pilastri sono eccessivi, ma può trattarsi del più semplice e diffuso deterioramento degli strati superficiali, quelli che proteggono le parti “sostanziali”, si pensi agli intonaci e alle vernici stesi su murature e parti lignee o metalliche.

Non necessita certo di spiegazione l’importanza di mantenere in efficienza queste parti, soggette a deperimento ma facilmente ripristinabili previa verifica dello stato di  conservazione, rimozione delle parti ammalorate, preparazione del piano di posa e nuova stesa di quanto serve -intonaci, vernici e pitture- ove necessario.

Analoga cura deve essere posta sulle parti in movimento quali cancelli carrai e pedonali, specie se dotati di attuatori, solo così si potrà mantenere l’efficienza ed il decoro di quelle parti che sono sempre esposte alle intemperie e nel contempo potremo garantirne la durata.

Lo scopo del recinto non è quasi mai quello funzionale -o qualcuno crede che una rete alta un metro ci protegga?- piuttosto è un fatto rappresentativo, come dimostrano le parti lavorate collocate sui lati in vista. Per questo motivo, se tale elemento è nei fatti il nostro biglietto da visita, la carenza della manutenzione recinto è il peggior modo di presentarsi!

 

autore: Massimo Meneghin

 

Un pensiero su “Manutenzione recinto

  • 20 gennaio 2015 alle 00:27
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    le ‪#‎recizioni‬ ed i cancelli di oggi non sono certo i fossati con i ponti levatoi di un tempo ma se non sono curate…

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