Massimo Meneghin accatastamento 2

Quel registro delle proprietà che è il catasto deve essere aggiornato a cura e spese dei proprietari tutte le volte che viene cambiato lo stato dei luoghi tramite la denuncia catastale.

Sostanzialmente lo strumento è diviso in due parti, il catasto dei terreni (in cui sono definite le porzioni del territorio in termini di qualità e superficie) e il catasto dei fabbricati (dove sono rappresentate le singole unità immobiliari quali abitazioni, uffici, laboratori, ecc.).

La documentazione di rito fondamentalmente è la seguente: il tipo di frazionamento (per suddividere il terreno per venderne una parte), il tipo mappale (per inserire nella mappa i fabbricati), e la denuncia dei fabbricati (per la costituzione e/o variazione degli edifici e delle aree di pertinenza). Questi adempimenti catastali vengono eseguiti con procedure informatizzate che prevedono l’utilizzo degli specifici software denominati pregeo e docfa.

In particolare la conformità tra lo stato dei luoghi e la relativa rappresentazione in catasto è assolutamente fondamentale in sede di chiusura delle pratiche edilizie con la richiesta del certificato di agibilità ed al momento del trasferimento di diritti tramite rogito notarile.

Ovviamente l’istituzione del suddetto registro, e l’importanza che lo stesso riveste, soprattutto dal punto di vista fiscale, rende spesso necessario effettuare le verifiche sui contenuti, chiamata visura, o richiedere la rettifica di dati errati tramite le specifiche istanze oppure  rappresentati) ma anche la voltura, cioè il cambio dell’intestatario dei beni a seguito di atti, successioni o altro.

autore: Massimo Meneghin

Un pensiero su “Accatastamento

  • 20 ottobre 2014 alle 09:31
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    domanda: ‪#‎catasto‬ e catastrofe hanno lo stesso etimo?

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