Massimo Meneghin pregeo

Le modifiche da apportare alla mappa catastale, vuoi per la divisione dei terreni, ricavando una o più particelle più piccole tramite il tipo di frazionamento, oppure l’inserimento o la variazione del sedime dei fabbricati, da effettuare mediante il tipo mappale, devono essere oggetto di specifiche pratiche che prevedono l’utilizzo della procedura informatica denominata Pregeo.

In questo modo i dati di rilievo, tramite le opportune codificazioni ed elaborazioni, possono essere inserite ed anzi interagire direttamente con la banca dati informatica catastale.

A seconda dell’entità delle opere da denunciare il rilievo deve essere appoggiato ai punti fiduciali, cioè a determinati punti considerati notevoli, posti a distanza di alcune centinaia di metri uno dall’altro, oppure con misure riferite all’edificio già rappresentato in mappa, se siamo in presenza di modesto ampliamento, o possono essere usati altri artifici nel caso di fabbricati di modesta superficie.

Del tutto evidente, perciò, come assai diversa sia la strumentazione da utilizzare nei diversi casi, in ogni caso però la codifica delle informazioni è imprescindibile, tipi mappali e di frazionamento devono rispettare precisi protocolli che ne consentono il trattamento automatico. Quella che al momento attuale sembra l’ultima frontiera è, infatti, l’approvazione automatica degli atti di aggiornamento, con l’ovvia acquisizione di responsabilità da parte del redattore della documentazione.

autore: Massimo Meneghin

Un pensiero su “Pregeo

  • 20 ottobre 2014 alle 10:16
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    tipo mappale, ‪#‎pregeo‬, fiduciale, monografia: non sembrano animali esotici? invece sono termini catastali…

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