Denuncia Inizio Attività

Massimo Meneghin denuncia inizio attività

Le cosiddette “liberalizzazioni” hanno comportato la possibilità di avvalersi di procedure semplificate per la legittimazione di alcuni tipi di opere edilizie da eseguire, con particolare riferimento agli interventi sugli edifici esistenti.

In estrema sintesi, il legislatore ci ha dato la facoltà, se dobbiamo eseguire opere di limitata importanza, di depositare la documentazione di progetto e di cominciare le opere trascorsi trenta giorni dalla consegna in comune: originariamente era la Denuncia di Inizio Attività edilizia, abbreviata in DIA, nel tempo si è affiancata, fino a sostituzione, la Segnalazione Certificata Inizio Attività edilizia, abbreviata in SCIA.

Il vantaggio rispetto al Permesso di Costruire è evidente, non tanto sulle opere ammissibili, che sono ovviamente le stesse, quanto sui tempi, invece di attendere l’istruttoria ed il rilascio del permesso, cosa che normalmente richiede diversi o molti mesi, ma a volte anni, è sufficiente depositare la stessa documentazione con la sola aggiunta della specifica dichiarazione di un tecnico,  -l’Asseverazione –  che dichiara le opere conformi alla normativa, tutta, assumendosene la responsabilità.

Tra DIA e SCIA, invece, la differenza più eclatante consiste nel tempo che deve trascorrere tra deposito al protocollo e inizio delle opere, trenta giorni nel primo caso, nulla nell’ultimo. Ovvio come nella “datata” denuncia vi fosse implicito il controllo preventivo da parte dell’ufficio preposto mentre nell’altra è del tutto soppresso, il che si converrà presta il fianco alle diverse possibili interpretazioni.

Non stiamo però disquisendo di ermeneutica ma di Codice penale…

 

autore: Massimo Meneghin

 

 

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