Coordinamento

Massimo Meneghin coordinamento 2

La complessità del processo che porta alla costruzione, alla ristrutturazione, alla riqualificazione o alla semplice manutenzione dei fabbricati richiede molte figure che operino apportando le proprie competenze specifiche in modo coordinato.

Come mettere insieme i diversi progettisti, in modo che operino in modo coordinato, ma anche gli specifici esecutori, e pure i primi con i secondi?

Se un tempo si costruiva senza progetto, se successivamente le nuove figure del progettista e del direttore dei lavori hanno -di fatto- fornito le direttive alla sola impresa esecutrice -prima- e -poi- anche alle altre ditte chiamate ad operare in cantiere, oggi il numero di tecnici operanti a livello teorico (i professionisti) e pratico (gli esecutori) è tale da richiedere, specie se consideriamo pure la complessità delle relazioni, la nuova figura del coordinatore.

Questo operatore ha il ruolo di tramite tra la committenza e l’insieme di chi ha un ruolo nell’operazione, ma pure tra ognuno di questi e gli altri. Se vogliamo possiamo sostenere che nulla di concreto, nel senso di tangibile, viene effettuato dal coordinatore ma quante volte abbiamo assistito in cantiere alla necessità di dirimere questioni legati alla sovrapposizione delle esigenze di un tipo in contrasto con altre, non meno importanti, con il necessario ricorso a mediazioni che abbassano il livello complessivo del fabbricato mentre sarebbe bastato proprio il coordinamento in fase di progetto? E dei tempi morti possono essere eliminati quando la stessa metodologia viene trasferita alla fase esecutiva, ne vogliamo parlare?

 

autore: Massimo Meneghin

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