Cad

Massimo Meneghin cad

L’acronimo CAD, abbrevia la definizione Computer Aided Design ma anche, secondo altri, la D richiama invece il termine Drafting. In ogni caso si tratta di disegnare, tecnicamente, con l’ausilio dell’elaboratore elettronico.

I vantaggi rispetto al  tradizionale disegno a mano, pur se questo viene assistito da righe, squadre, parallelografi, tecnigrafi e via dicendo, non sono pochi, anche se -naturalmente- non vi può essere anche qualche svantaggio.

Innanzitutto la precisione. Applicando i principi della geometria analitica, infatti, il disegno all’elaboratore è assolutamente perfetto, non approssimato come necessariamente deve essere quello fatto a mano.

Poi la velocità. Il fatto che ogni elaborazione sia sempre pronta per la stampa, lo stesso lavoro possa essere utilizzato per il disegno alle varie scale, le numerose varianti purtroppo necessarie ed i ridisegni riescano ad usufruire della stessa base, ed il trasferimento dello stesso elaborato agli altri operatori, che possono così lavorarci, sono indubbi vantaggi del nuovo modo di fare.

Tralasciamo gli altri aspetti, limitiamoci ad indicare come il disegno così sviluppato può essere in due o in tre dimensioni, cioè rappresentare gli oggetti nel piano o nello spazio, in quest’ultimo caso è possibile ricavare automaticamente tutte le viste, sezioni comprese.

Per i motivi anzidetti pessoché tutte le figure che operano in settori affini a quello delle costruzioni dopo una certa inerzia si sono convertite all’uso di questi strumenti, che non sono più una novità ma di fatto un obbligo, non tanto normativo ma dovuto alla concorrenza!

 

autore: Massimo Meneghin

3 risposte a “Cad”

    1. Purtroppo si. Posso raccontarti due cose, una è conosciuta almeno nell’ambiente della F1. Adrian Newey che è senza dubbio il progettista migliore almeno degli ultimi 10 anni, da sempre si rifiuta di usare il CAD. Usa da sempre il suo tecnigrafo e si sono fatti fare apposta una sorta di OCR con cui trasformano i suoi disegni dei file CAD. Saranno forse meno belli ma le sue macchine poi vincono. Ma nel mio piccolo ho potuto vedere tecnici fare dei bellissimi disegni, 3D, peccato che poi mancassero le basi di cosa è una forza, cosa vuol dire momento, inerzia… e i mobili poi non si montassero oppure si ribaltavano.

      1. Ma certo, è uno strumento. Fondamentale è l’uso che ne viene fatto, non basta l’immagine della tecnologia la quale, anzi, spesso porta fuori strada con la sua “correttezza formale apparente”!

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