Recupero di calore dai liquidi

Massimo Meneghin recupero di calore dai liquidi

Tutti gli impianti che funzionano a temperature elevate necessitano di essere raffreddati, e questo comporta lo spreco di grosse quantità di energia termica, che viene letteralmente gettata, spesso con difficoltà e quindi con i costi del caso. Potremmo sintetizzare dicendo: spendiamo per buttare quando è possibile il recupero di calore dai liquidi.

Classico è il caso delle cartiere, che utilizzano l’acqua, moltissima, per abbattere la temperatura presente ove avvengono le lavorazioni: palese che l’acqua riscaldata a seguito del raffreddamento non può essere semplicemente smaltita, per non rovinare gli ecosistemi ma raffreddata. Questo significa gettare con l’acqua il calore che questa trasporta, altrettanto importante ed ancor di più costoso da produrre.

Il processo appena descritto viene ritenuto necessario e con esso la spesa che ne consegue, non pensando alla possibilità di evitarla o contenerla. Perché invece non recuperare questo calore, che -lo si ripete- spesso è molto ed è anche comodamente disponibile?

Il valore del calore posseduto da questi fluidi è tale che l’intervento, reso possibile dalla tecnologica specifica, è non solo possibile ma perfino consente di autofinanziarsi. Sono i risparmi conseguiti ad abbattere i costi di gestione, dando un vantaggio economico sicuramente sensibile, specie dopo il raggiungimento del punto di pareggio, cioè in molti casi dopo pochi anni e comunque sempre ben prima della necessità di intervento  cospicuo o della dismissione dell’impianto.

La tecnica c’è, manca il giusto atteggiamento.

 

autore: Massimo Meneghin

Una risposta a “Recupero di calore dai liquidi”

  1. ‪#‎recuperare‬ ‪#‎calore‬ è possibile! ad esempio dove è presente in eccesso e spendiamo per ‪#‎raffreddare‬…

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