Massimo Meneghin intervenire sull'esistente

Il patrimonio edilizio è rilevante, per consistenza e per valore, ma anche per quanto può darci in termini positivi (la casa, l’ufficio, l’ospedale, …) ma anche negativi (patologie causate da edifici insalubri, spazi interni ed esterni in cui non si sta bene se non addirittura male, fabbricati che hanno preso il posto del verde, …). L’insieme ed ognuno dei fabbricati che lo compone non può perciò essere trascurato, deve anzi essere mantenuto -ed anche modificato- per poter essere utilizzato nel migliore dei modi, perché mantenga il proprio valore ed aumenti la qualità del nostro abitare.

Non vi è dubbio sul fatto che si sia costruito troppo, e spesso male, ponendoci ora con la massima forza la necessità di affrontare da subito le problematiche legate all’ambiente in cui viviamo, che necessita in troppi casi di essere migliorato se non adeguato, fatto che potrebbe pure costituire il volano per il rilancio dell’economia stagnante. O qualcuno pensa sia accettabile il fatto che oltre la metà degli edifici scolastici non rispetti le norme di sicurezza? E cosa ci diciamo dell’ormai assodata sismicità dell’intero territorio nazionale cui corrisponde l’assoluta incapacità di molti edifici, anche di recente costruzione o ristrutturazione, di resistere a modeste scosse di terremoto? Ma anche come ci comportiamo nei confronti del continuo aumento dei costi per alimentare di gas e corrente elettrica le nostre case, che potremmo tranquillamente definire energivore se non dei veri e propri colabrodi energetici?

Diverse possono essere le modalità di intervento, si distinguono per la frequenza con la quale devono essere attuate, per il costo e per il tipo di autorizzazione che richiedono: dalla manutenzione ordinaria a quella straordinaria, dal consolidamento strutturale al risanamento o alla riqualificazione energetica, dal restauro alla ristrutturazione, non dimenticando l’ampliamento ma anche la demolizione, con o senza ricostruzione, e che può sfociare nella nuova costruzione, infine l’arredamento ma in ogni caso operando in modo ragionato che dall’analisi porti alla realizzazione.

 

autore: Massimo Meneghin

Un pensiero su “Intervenire sull’esistente

  • 23 gennaio 2014 alle 16:51
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    Le nuove costruzioni dovrebbero essere supervisionate da tecnici esterni al cantiere con l’obbligo che vengano garantite e rispettate tutte le clausole e normative di legge per il contenimento energetico.
    Questo non viene fatto per un’infinità di motivi, primo fra tutti per una forma di correttezza verso il collega che ha svolto e redatto il progetto.
    I costruttori si sa quel che sono, ma nel momento che si presenta il progetto al comune per ottenere
    la concessione di edificare, tecnici comunali dovrebbero far rispettare le regole costruttive non solo per la certificazione energetica ma anche la staticità dell’edificio stesso. Lavorando per edifici
    popolari, qualche tempo fa, ho avuto modo di assistere a forte discussioni tra l’impresa ed i direttori dei lavori, motivo il non rientro economico stabilito nella prima fase del costruire.
    Quando un edificio di nuova costruzione crolla spesso la responsabilità è di tutti e di nessuno.
    (Lasciamo) il caso sisma da suddividere fra i tecnici per il controllo della stessa stabilità dell’edificio.
    La certificazione energetica segue purtroppo un iter particolare: il costo, la qualità dei materiali impiegati, l’esecuzione dell’opera, la capacità dei tecnici progettisti, spesso esenti dalla verifica durante l’esecuzione dell’opera, e la verifica al momento del collaudo da parte dei tecnici comunali o del genio civile. Per quella santa esperienza fatta sui cantieri, possiamo dire che per tante cose ci si passa sopra.
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    Il pubblico, almeno quello, dovrebbe essere garantito.
    Ma questo non avviene perché? Perche ogni anno assistiamo ad eventi catastrofici: franano montagne intere, alluvioni, esondazioni dei fiumi dei torrenti, con morti e feriti ?
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    L’Italia ha stimabilissime figure professionali, che possono assicurare, sia la stabilità, che l’applicazioni di alcuni requisiti, per rendere il corpo di fabbrica efficiente e funzionale dal punto di vista di dispersone termica, di contenimento energetico, e di produzione eventuale di energia.
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    Penso a quanti corpi di fabbrica avrebbero necessità di essere tutelati , non dimentichiamo che questo paese è vecchio, una controllatina fatta.
    Tecnici, liberi professionisti, costruttori, abbondano.
    Ci dovremmo organizzare meglio, ed avere più rispetto verso questa mirabile professione.
    ciao

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