il principio da seguire

Non sono l’unico a dirlo e non credo di sbagliare se affermo che la riduzione dei costi non può che avvenire seguendo questo principio: il risparmio avviene dal mancato consumo. Nulla di nuovo ma la presa di coscienza di quanto sopra può davvero fare la differenza.

Si dirà che la caldaia recente non ha bisogno di essere sostituita ed a maggior ragione l’intero impianto, se però i nuovi sistemi producono lo stesso calore consumando molto meno una persona accorta dovrebbe fare alcuni conti, sull’intera vita dell’impianto non sulla sola spesa di installazione. Cosa che in pochi fanno.

Lo stesso ragionamento vale per l’involucro, muri e finestre ma anche pavimenti contro terra e soprattutto coperture. Naturalmente il comportamento degli abitanti ha il suo ruolo perché non viene quasi mai affrontato ma se davvero voglio risparmiare un buon apporto viene dal corretto fare di chi usufruisce degli immobili: dalla gestione dell’impianto per la climatizzazione, che deve essere correttamente programmato, alla ventilazione naturale ed alla manutenzione completa. Un ragionamento dovrebbe essere fatto pure in termini di progetto architettonico, se l’edificio esistente ha carenze o aspetti migliorabili in molti casi conviene modificarlo. Ad esempio grosse finestre a nord fanno uscire il caldo d’inverno e a sud lo fanno entrare d’estate. In una parola dobbiamo perseguire: l’efficientamento energetico.

Le agevolazioni fiscali: 1 – la ristrutturazione

 

autore: Massimo Meneghin

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