un nuovo modo di lavorare

Nessuno me ne voglia ma molte volte il modo di lavorare di professionisti e imprese sembra remare contro gli interessi della committenza, il che non è tollerabile.

Serve, a tutti, un modo nuovo di lavorare. Il vecchio, se ancora riusciamo a sbarcare il lunario, deve essere rottamato.

La ditta che lavora da sola, inizia e finisce quando può e vuole, senza alcuna programmazione, utilizzando materiali e tecniche che più le aggradano è in via di estinzione. Quella della crisi è solo un’aggravante.Oggi il cliente cerca un interlocutore unico, perché non ha tempo da perdere, non vuole scocciature ed essere coinvolto nelle classiche beghe tra ditte, nella quali nessuna fa bella figura.La soluzione è la rete, quindi la connessione tra aziende diverse che operano insieme. Non ci interessa la forma statutaria o fiscale, se sia un’associazione temporanea di imprese, un consorzio o una rete di imprese ma anche solo quel rapporto informale che nel caso di lavori per privati è più che sufficiente.

Abbiamo già visto numerosi di questi tentativi, molti di successo, alcuni no. Generalmente si tratta di ditte complementari, che si mettono insieme per aggredire il mercato e diminuire i tempi grazie al coordinamento. In un certo senso di ripete il modello del contract, la fornitura chiavi in mano.

Un passo in avanti potrebbe essere costituito dal coinvolgimento dei professionisti, in modo da gestire davvero l’intero processo. La cosa non è facile, perché lavorare davvero insieme e non sotto un solo padrone implica a tutti notevoli rinunce al proprio modo di fare, quindi l’individualismo che ci ha spinto a metterci in proprio. Anche la condivisione dei propri lavori non è ovvia, visto che la regola sembra essere quella che ognuno vorrebbe tenere  per se le proprie occasione partecipando a quelle degli altri…

Cosa fare concretamente: il check-up

 

autore: Massimo Meneghin

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