affrontare il cemento depotenziato

Si parla tanto di mercati da aprire, della saturazione di quello delle costruzioni, della bassa qualità del patrimonio edilizio e quindi della possibilità ed opportunità di agire in settori “nuovi”.

Tutti sappiamo quanto è stato costruito, da tempo si parla di restauro, recupero e ristrutturazione, di recente invece di riqualificazione. Tutto ciò non è affatto negativo, semmai insufficiente.

Aggiungo perciò con una notevole dose di ironia e sarcasmo che alle proposte anzidette ne manca una. Se è ormai assodato come moltissime costruzioni sono state edificate utilizzando materiali tanto scadenti da aver richiesto il conio di nuove definizioni è del tutto evidente che qui si può e si deve intervenire, ne va della pubblica incolumità.

Forse non tutti sanno che il calcestruzzo, quello che comunemente chiamiamo cemento armato, è formato da materiali inerti, quali la ghiaia, e da ferro di armatura legati dal cemento, per cui la qualità di questo collante è fondamentale. In commercio ne troviamo di molti tipi e soprattutto di molte resistenze, ovvio il motivo.

Ebbene, in molte costruzioni non solo è stato utilizzato troppo poco cemento e/o cemento di qualità non adatto ma soprattutto cemento -è certo- di caratteristiche tanto infime da venir battezzato “cemento depotenziato”.

Che fare quando le strutture non rispettano i criteri di sicurezza e sono perfino datate, aspetto i cui effetti sono quasi sicuramente imprevedibili? Fino ad ora si è fatto finta di nulla

 

autore: Massimo Meneghin

2 pensieri su “Affrontare il cemento depotenziato

  • 21 Marzo 2015 alle 19:48
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    ‪#‎restauro‬ e ‪#‎ristrutturazione‬ sono nulla in confronto alla sfida con il ‪#‎cemento‬ ‪#‎depotenziato‬

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  • 21 Marzo 2015 alle 21:31
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    Tipico della Calabria……………………..

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