progettiamo il tempo

C’è bisogno di inventare nuovi lavori, lo sanno tutti, ci è stato detto migliaia di volte.  Non ne possiamo più, ormai è come se qualcuno ci dicesse a ripetizione che uno più uno fa uno.

Ne abbiamo davvero bisogno? (E’ una domanda). Ne abbiamo davvero bisogno! (E’ un’affermazione).

Mai però qualcuno che ci dica cosa fare. Per essere più precisi diciamo che ci vengono forniti gli aggettivi, come se bastassero. Di quale aiuto può essere il dirci che dobbiamo essere innovativi? Nessuno, fatto che -peraltro- non è affatto innovativo…

Lancio perciò in prima persona, in modo del tutto immodesto, una proposta: progettiamo il tempo, quanto meno il nostro. Smettiamola con le tre classiche dimensioni e, stanchi di lunghezza, larghezza e profondità, passiamo alla quarta dimensione.

Non è facile, ovviamente, ma nemmeno impossibile.

Il primo esercizio, utile e propedeutico, è liberarsi della solita presunzione che ci vorrebbe capaci di partorire in completa autonomia -o solitudine?- ogni cosa, quasi fossimo veri e propri esseri perfetti ed autosufficienti. Meglio vedere -e studiare- quello che ha già fatto chi e cosa si è interessato a questi aspetti. Il cinema, per esempio.

Al secondo punto invece bisogna inserire un’inderogabile punto di partenza, più importante del primo esercizio e di qualsiasi altro: liberarsi dei ladri di tempo.

Il tempo a nostra disposizione è tutto ciò che abbiamo, possiamo venderlo o donarlo ma non possiamo farcelo portar via -da nessuno e per nessun motivo- in maniera subdola!

 

autore: Massimo Meneghin

Un pensiero su “Progettiamo il tempo

  • 10 Maggio 2014 alle 12:07
    Permalink

    da #architetti a tempo parziale non ci resta che diventare progettisti del #tempo (nostro e pieno)

    Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *