Massimo Meneghin ripensare i centri commerciali

Ogni centro urbano è dotato di uno -o più, ma anche molti- centri commerciali.

Se già la contraddizione tra uno e molti fa sorridere, amaramente, quanto stridore ci viene incontro quando pensiamo alla localizzazione: i centri commerciali sono di regola fiori dai centri urbani. In altri termini i centri fuori dal centro.

Per completare il grigiore potremmo aggiungere che i centri storici si svuotano mentre quelli commerciali di riempiono, palese la traslazione: il nuovo axis mundi non passa attraverso una piazza importante ma trafigge un supermercato in periferia!

Il solito dibattito, che comprensibilmente vorremmo evitare, potrebbe far intervenire i moltissimi fruitori dei nuovi centri-periferici i quali, all’unisono, argomenterebbero sulla convenienza economica dell’acquistare in questo modo. L’argomento è sentito, non trascurabile, però un reale confronto sulla convenienza dovrebbe considerare anche il tempo di trasferimento ed il relativo costo, con il risultato immaginabile.

Prodotti di largo consumo sono già acquistabili in modi diversi e più convenienti, anche con la consegna a domicilio, eppure i centri commerciali continuano ad essere frequentati ed è presumibile lo saranno pure nel prossimo futuro, quando i citati sistemi di acquisto saranno diffusissimi, e la convenienza inequivocabile.

Nei centri commerciali non si va ad acquistare risparmiando, ci si va per riempire il vuoto. Ancora una volta si riaffaccia l’horror vacui.

 

autore: Massimo Meneghin

 

Un pensiero su “Ripensare i centri commerciali

  • 4 Febbraio 2014 alle 09:56
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    #centriurbani e #centricommerciali, hanno in comune solo la prima parte del nome, anche l’ubicazione è diversa!

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