Massimo Meneghin allarme mortalità

L’ISTAT, Istituto Nazionale di Statistica, raccoglie di continuo i dati che ci riguardano, in un certo fotografandoci come paese e dandoci l’immagine di quello che stiamo facendo (qui ed ora), e quindi di quale sia stato il nostro percorso effettivo (per differenza con i dati del passato) e quale sia la tendenza in atto (prevista, non reale ma probabile).

I dati appena usciti sulla mortalità sono -meglio: dovrebbero essere- sconvolgenti. Nei primi otto mesi del 2015 i decessi sono aumentati di circa 45.000 unità rispetto allo stesso dato dell’anno precedente, il che significa su base annua, ritenendo che non ci siano cambiamenti repentini, un valore di circa 68.000 persone decedute in più sull’anno 2014.

Il benessere di un paese si basa, è risaputo, proprio sul miglioramento delle condizioni di vita dei propri abitanti, e quello della mortalità non può che essere il dato più importante.

Un dato come quello riportato rappresenta un’inversione di tendenza importante, non parliamo certo dei centesimi da arrotondare, e ci dice moltissimo di quello che succede intorno a noi. In barba a tutti i proclami fatti da chi ci comanda, per i quali tutto va sempre bene, e così è naturalmente, ma solo per loro, un valore del tipo già indicato si è visto solo nel 1943, in piena seconda guerra mondiale…

 

autore: Massimo Meneghin

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *