evitare i tralicci

La normativa in materia di elettromagnetismo ha subito una notevole evoluzione. Dall’ignorare il problema, forse perché non conosciuto pure se qualche dubbio è lecito averlo, a norme sicuramente restrittive, e nessuno può dire siano ingiustificate, ad alcuni ripensamenti, quanto meno in certe regioni.

La conoscenza tecnologica ha messo in evidenza i rischi dell’esposizione a campi magnetici anche piuttosto ridotti. Si pensi ai cellulari, nei quali pur se la distanza dal cervello è poca la potenza è molto bassa, mentre negli elettrodotti, anche in quelli nemmeno classificati come “alta tensione” questa e sopratutto l’intensità della corrente in transito sono elevatissimi.

Anche senza essere elettrotecnici basta sottostare quando c’è silenzio per capire che l’area è soggetta “a qualcosa”, lo ricorda il rumore della corrente, ben diverso da quello dei torrenti.

C’è chi propone di interrare le linee, chi di aumentare l’altezza dei piloni, nel frattempo non succede nulla. Nulla alle linee, agli abitanti in prossimità probabilmente qualcosa avviene. C’è già chi ha subito la leucemia e sembra proprio a causa dell’elettrodotto.

Può sembrare impietoso chiedersi come si sia scelto di costruire proprio qui, specie in passato, quando le aree non scarseggiavano di certo, e si siano ignorati problemi tanto evidenti quanto gravi, ma ciò non ci porta da nessuna parte. L’unica cosa da fare è evitare i tralicci.

 

autore: Massimo Meneghin