Massimo Meneghin prima la cultura

Il 2014 sarà decisivo. Non c’è più tempo e serve un cambio di passo, vero, non di facciata, quanto prima.

Possibile che in paese con la nostra storia ed il nostro patrimonio artistico (e quindi con le risorse che ci troviamo ad avere) non si pensi alla valorizzazione di questi beni inestimabili?

Al massimo, e non sempre, abbiamo avuto il Ministero del Turismo, di cui se non ci ricordiamo alcunché e non abbiamo sentito la mancanza quando è stato abolito un motivo ci sarà…

Altri nella migliore delle ipotesi pensano di aumentare introiti e fruizione del settore con l’ingresso dei privati nella gestione del pubblico. Il che è meglio che lasciare che tutto si distrugga in nome di un interesse pubblico quanto meno “poco chiaro”!

Non risulta che nessuno degli attuali attori politici abbia in programma qualcosa in più che difendere e possibilmente aumentare -quanto meno a parole- i denari nelle nostre tasche, visto che siamo considerati nulla più che consumatori (cioè esseri che consumano, distruggono).

Da qui si deve partire: la qualità del nostro vivere non è una pizza in più al mese, e se davvero la qualità aumenterà seguirà pure un maggiore benessere economico, che di certo non può venire dalla concorrenza sui prodotti industriali, magari basata solo sul prezzo.

Sul cosa fare si può parlare a lungo ma per evitare il rischio della dispersione  la proposta concreta è: prima la cultura.

 

autore: Massimo Meneghin

Un pensiero su “Prima la cultura

  • 6 Aprile 2014 alle 10:45
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    la #cultura ridotta a passatempo è il massimo esempio di stupidità, esemplificazione del dare le #caramelleaimaiali

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