Massimo Meneghin ridare valore all'esistente

Ridare valore all’esistente: questa è una delle priorità da seguire nei prossimi giorni.

L’immobilità del mercato, non ci interessa se sia una conseguenza della crisi del settore, dobbiamo cominciare a coniugarla al passato. I motivi sono ovvi, da città e quartieri non vivibili, di qualità peggio che inesistente all’essere ben sotto la soglia di buona parte degli operatori, senza dimenticare l’indotto.

La ripartenza costituirebbe il volano di cui abbiamo bisogno, chi e cosa fare perciò?

Sembrerebbe ovvio pensare ai politici. Ancor di più andare a vedere i risultati di questa e quella classe politica, che anche quando sono state al governo con  schiaccianti possibilità di fare non hanno combinato pressoché niente di buono. E i “tecnici”, quelli che sanno, chiamati a sostituire i “dilettanti” hanno fatto probabilmente ancora peggio…

Ancor più scontato rivolgersi agli urbanisti, che sono gli specialisti del campo. Palese ed incontestabile però che la storia dell’urbanistica in Italia è il racconto di un fallimento. Poche storie, i successi recenti avvenuti qui e la sono frutti di progetti e non di piani.

Degli amministratori locali non si può dire molto. Senza mezzi, rispetto allo scopo, preoccupati del contingente e di mediare il quotidiano con la loro sopravvivenza non possono far che troppo poco. Giustificati e no.

In attesa che le banche e lo stato immettano la mole di fabbricati da loro posseduti ed inutilizzati, nel tentativo di porli a reddito o quanto meno di liberarsene, dando così il colpo di grazia a noi ed al mercato, non resta che appellarci agli economisti, non quelli dei partiti ovviamente!

 

autore: Massimo Meneghin