ridurre (tutto)

C’è troppo di tutto, ovunque. Serve ridurre, ovunque.

Siamo grassi e dobbiamo dimagrire.

Gli abiti che portiamo sono uniformi, diverse -ma non troppo- da quelle militari, nelle quali l’accumulazione di segni è codificata, ognuno ha un significato e soprattutto la somma produce valore…

Abbiamo automobili inutilmente grandi, che occupano troppo spazio, specie se consideriamo che generalmente trasportano una sola persona. Se serve fare impressione su chi guarda troviamo il modo di farlo con oggetti più piccoli!

Le nostre case sono musei, luoghi di accumulo di oggetti che però non hanno valore, a che serve conservarli?

Quartieri e città sono formati dal continuo aggiungere, nuovissimo sul nuovo, nuovo sul vecchio, vecchio sull’antico, demolire mai?

C’è troppo nell’aria, sarà banale ma vorrei suggerire di tornare all’aria “povera”.

Continuiamo?

Troppe carte, troppi adempimenti, troppe corse inutili, troppe tasse, troppe e-mail, troppi telefonini,…

Non si vuole arrivare a teorizzare o ad appoggiare la decrescita, non si sostiene che necessariamente si dovrà passare all’auto-costruzione e/o all’auto-produzione dell’energia ma di sicuro così non va.

La cosa non è sostenibile, il che significa -semplicemente- che non è possibile andare avanti così, dobbiamo ridurre, partendo dal superfluo, naturalmente.

Sarà duro rinunciare? Chiediamolo a chi fa un sacco di strada e spende cifre elevate per mangiare come si faceva una volta, quando non c’era niente!

 

autore: Massimo Meneghin

Un pensiero su “Ridurre (tutto)

  • 20 Maggio 2014 alle 09:25
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    #troppo di tutto ovunque, risultato? #insostenibile. non ci resta che ridurre: #essenziale la nuova parola d’ordine?

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