Massimo Meneghin spegnere la televisione 1

Il ruolo della televisione è noto, gli effetti molto meno.

Tutto ci viene propinato da questa sorta di scatola magica, facendoci conoscere molto. Non leggendo o studiando ma subendo passivamente la quantità di immagini -commentate e spiegate- che di continuo inondano la nostra mente.

Il fascino dell’immagine in movimento è irresistibile, specie con il sonoro, cosa usare meglio di questo per apostrofare le masse? Come costruire consenso, orientando pareri e raccogliendo voti ed approvazione se non utilizzando un mezzo tanto subdolo?

Quale altro scopo possono avere programmi di presunta ed autodefinita “informazione” se non quello di far passare ciò che si vuole, nascondendo ciò che non si vuole? In parole povere ma chiare: ci sono morti da raccontare e morti da nascondere, e così tutto il resto.

Qualcuno vuole forse dire che i telegiornali sono obiettivi? Oppure che gli “speciali” ci informano? Dell’intrattenimento è addirittura meglio non parlare affatto, la miscela che dovrebbe essere esplosiva finisce per assuefarci, esemplificando nel migliore dei modi la celebre rana bollita. Il racconto, infatti, narra dell’animaletto che gettato in una pentola con acqua bollente si scotta ma salta via, salvandosi, mentre l’altro immerso nel liquido a tempera ambiente non si accorge del continuo aumento del calore fino a restare bollito.

Questi siamo noi che ci abituiamo lentamente alle peggiori nefandezze, un primo esercizio potrebbe proprio essere quello di spegnere la televisione, meglio ancora andare oltre…

Massimo Meneghin spegnere la televisione 2

 

autore: Massimo Meneghin

 

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