Massimo Meneghin tagliare le scorte

Tagliare la spesa pubblica è divenuto irrinunciabile, pena la distruzione del sistema.

Vero che non si capisce come si sia potuti finire così, altrettanto vero come ci sia chi continui a sostenere il rilancio del paese con un forte incremento della spesa pubblica. Forse -invece- si sa perfettamente, ma meglio non parlarne, in entrambi i casi.

Le proposte non mancano, i fatti si!

Non viene fatto quasi nulla, non si licenzia -per motivi comprensibili- non si tagliano nemmeno i privilegi di chi ha troppo di tutto -per motivi incomprensibili.

Una proposta assai modesta, che non comporta licenziamenti ma miglioramento delle condizioni complessive del paese potrebbe essere intervenire sulla sicurezza: se mancano le forze dell’ordine e non ne possiamo assumere quanto meno potremmo togliere la scorta ai politici e dirottare il personale sulle nostre città e paesi.

Del resto il terrorismo non c’è più, da tempo. Sono nato e vissuto a Mestre, qui negli anni di piombo ci sono stati tre morti ammazzati (Albanese, Gori, Taliercio) ricordo bene tante cose. Non giudico ma la lotta armata allo stato non c’è più.

All’estero i politici vanno al lavoro in bicicletta, la gente li ferma e parla con loro. I nostri viaggiano scortati, perché? Chi potrebbe far loro del male? I terroristi no di certo, non esistono più.

Le scorte servono a proteggere i politici da noi semplici cittadini, molti di questi signori non possono permettersi una semplice camminata in centro senza protezione armata visto che incontrando qualche persona normale potrebbero non uscirne vivi!

 

autore: Massimo Meneghin

 

Un pensiero su “Tagliare le scorte

  • 9 Luglio 2014 alle 11:36
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    togliere le #scorte ai #politici. il #terrorismo non c’è più, non avranno mica paura di incontrare i loro #elettori?

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