Massimo Meneghin fuggire dai beni rifugio

La notizia si ripete con sempre maggiore insistenza: le banche e lo stato sarebbero prossimi ad immettere nel mercato i beni immobili di loro proprietà.

Il patrimonio posseduto è consistente e l’utilizzo scarso per cui è più che comprensibile la volontà di monetizzare, specie se le sofferenze da una parte  e la copertura della spesa corrente dall’altra richiedono a gran voce l’immissione nelle rispettive casse di denaro fresco, in gran quantità.

Perché non è stato fatto prima? Facile rispondere, il mercato è in crisi, l’offerta supera la domanda, i prezzi scendono, il rischio è di produrre un ulteriore abbassamento di valore, che finirebbe per danneggiare gli stessi venditori, che incasserebbero cento in denaro ma perderebbero centomila in valorizzazione del patrimonio ancora posseduto.

Ciò malgrado sembra che la vendita ci sarà, con gli effetti immaginabili senza interpellare gli oracoli: gli immobili non varranno più nulla!

Effetti del capolavoro? Chi abita la casa di proprietà, ed ha solo quella, non ne risentirà, se non al momento in cui dovesse vendere per tutti gli altri saranno dolori. Pochissimi acquisteranno la casa di abitazione per uso personale, salterà del tutto il mercato del nuovo (costruire costerà più del ricavabile…), si comprimerà quello delle ristrutturazioni (non si spende per riparare più del valore e se questo è minimo…), non si pagheranno più gli affitti (come posso retribuire il nolo di un bene che non vale…), resteranno solo le imposte (che non pagheremo, così ci verrà pignorata la casa, che però abiteremo con la trattenuta del quinto dello stipendio).

Ma la casa non era un bene rifugio? Non era in amore che si vinceva fuggendo? Se quanto sopra è vero, non ci resta che fuggire dai beni rifugio!

 

autore: Massimo Meneghin

Fuggire dai beni rifugio?

Un pensiero su “Fuggire dai beni rifugio?

  • 8 Aprile 2014 alle 12:08
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    se non ci resta che fuggire dai #benirifugio non siamo messi tanto bene…

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