attraversamento pedonale non fruibile dalle persone disabili

I pedoni devono invadere la carreggiata per attraversare la strada…

Vero che i marciapiedi devono essere separati dalla strada viabile, di solito si procede al loro rialzo, così da proteggere i pedoni dai veicoli, altrettanto vero -però- che gli attraversamenti pedonali possono essere un problema. Scendere e risalire è in certi casi impossibile per le persone disabili ma anche per gli anziani o chi ha subito un infortunio.

Le soluzioni ci sono, e non sono complesse!

A volte il marciapiede viene ricavato alla stessa quota della strada e protetto da una riga (!) oppure da paletti di vari tipi e foggie, con risultatì generalmente assai modesti da tutti i punti di vista.

In altri casi è stata rialzata l’intera area occupata dalle strisce bianche, invertendo perciò l’azione: non è il pedone che scende a livello della strada ma le auto che salgono a quella dei pedoni, il che non sempre è possibile. Ovvio che in questo caso la persona su sedia a ruote non subisce alcun problema di dislivello.

La soluzione per gli attraversamenti pedonali l’abbiamo vista realizzata molte volte ma non sempre. Spesso del tutto fruibile a volte meno, in certi casi non è stato fatto nulla pur in presenza di notevole flusso di persone. La cosa non e giustificabile, anche perché relativamente basta poco a tutti i livelli. Si tratta di realizzare una rampa che deve superare un dislivello tanto modesto da poterla definire uno scivolo. Qualche attenzione deve essere posta al materiale, che non deve essere sdrucciolevole, ed al punto di raccordo, sia longitudinale, quello che corrisponde al percorso da compiere, che trasversale, per impedire cadute, possibili anche ai normodotati che potrebbero inciampare sui bordi discontinui. Buona norma è pure rendere visibile questa discontinuità agli ipovedenti e magari approfittare dell’occasione per posare a terra la segnaletica per le persone non vedenti.

gli scivoli raccordano strada e marciapiede per conentire l'attraversamento pedonale

autore: Massimo Meneghin

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